Tra salute, benessere e sostenibilità
Montegrotto Terme, nel cuore del Veneto, ha recentemente ospitato la Study Visit del progetto Interreg Green Spas, un evento cruciale che ha visto la partecipazione di professionisti da tutta Europa e dei membri dell’European Historic Thermal Towns Association (ECTA). Un appuntamento che ha messo al centro il futuro sostenibile del termalismo e che ha confermato il ruolo internazionale delle destinazioni termali come laboratori di innovazione e di confronto. Green Spas ha offerto l’opportunità di riflettere su che cosa significhi oggi il termalismo, quali siano le prospettive di sviluppo e come integrare antiche tradizioni con moderne esigenze di benessere e sostenibilità.
Il termalismo ha radici antichissime che si intrecciano con la storia dell’umanità. In origine le sorgenti erano considerate luoghi sacri, e già nel mondo greco le acque sulfuree venivano utilizzate per alleviare dolori muscolari e patologie cutanee. I Romani portarono il termalismo alla sua massima espressione, trasformando le terme in spazi di socialità, igiene e benessere, accessibili a tutte le classi sociali e dotate di calidarium, tepidarium, frigidarium, palestre e giardini. Con la fine dell’Impero, le terme persero la loro funzione pubblica ma sopravvissero nei monasteri medievali, che custodirono le pratiche curative e svilupparono nuove terapie inalatorie, sudatorie e con fanghi. Il Rinascimento portò un rinnovato interesse per le acque curative, mentre l’Illuminismo introdusse un approccio scientifico basato sull’analisi chimica delle acque e sul metodo sperimentale. Nell’Ottocento e nella Belle Époque le terme tornarono a vivere una stagione d’oro: luoghi di cura e di svago, di lusso e mondanità, simbolo di salute e status sociale.Nel Novecento, con l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), nacque il termalismo sociale e assistito: le cure divennero accessibili a un pubblico vasto, dai lavoratori ai pensionati, e gli stabilimenti termali vissero una fase di grande espansione. Tuttavia, dagli anni Ottanta iniziò un declino dovuto a diversi fattori: la crisi economica, la riduzione dei fondi pubblici, lo sviluppo del turismo di massa verso altre destinazioni e la concorrenza della farmacologia, che portarono a una perdita di attrattività del settore e a un calo della domanda.
Negli anni Novanta il Progetto Naiade (1994) cercò di rispondere a queste difficoltà, documentando l’efficacia clinico-epidemiologica delle cure termali e confermandone il valore terapeutico. Pur rappresentando un importante riconoscimento scientifico, non fu però sufficiente da solo a invertire la tendenza al declino.
Oggi il termalismo sta vivendo una nuova stagione grazie al passaggio a un paradigma di benessere olistico: non solo cura del corpo, ma nutrimento della mente e dello spirito. Le terme si aprono alla cultura, alla vacanza attiva e al contatto con la natura, trasformandosi in un’esperienza che arricchisce a 360 gradi.
In questo quadro, il Bacino Termale Euganeo, con Abano, Montegrotto, Galzignano, Battaglia e Teolo, rappresenta un caso emblematico a livello europeo. Con oltre 800 mila arrivi e quasi 3 milioni di presenze annue, è la più grande destinazione termale del continente. Le sue acque salso-bromo-iodiche, che sgorgano a oltre 80 gradi dopo un lungo percorso sotterraneo dalle Prealpi ai Colli Euganei, unite ai fanghi termali maturati e certificati, costituiscono un patrimonio unico al mondo, studiato dall’Università di Padova e dal Centro Studi Pietro d’Abano. Negli ultimi decenni, tuttavia, i flussi hanno subito profonde trasformazioni: a fronte di un aumento degli arrivi, la permanenza media si è ridotta drasticamente, passando dalle 12 giornate degli anni Ottanta alle 3,3 attuali. Questo mutamento riduce l’efficacia terapeutica dei cicli tradizionali e pone nuove sfide di sostenibilità economica.
Le risposte si sono concentrate su un riposizionamento strategico: le Thermae Abano Montegrotto si sono proposte come “la più grande area preventiva della salute in Europa”, mentre l’OGD Terme e Colli Euganei e il Consorzio Terme e Colli Marketing hanno avviato iniziative di governance e promozione integrata, valorizzando l’offerta termale in sinergia con cultura, natura, enogastronomia e sport.
Guardando avanti, la sostenibilità ambientale rappresenta la chiave di volta. L’acqua termale è una risorsa preziosa da tutelare, ma al tempo stesso un’opportunità di innovazione. La prospettiva della geotermia, emersa nel confronto internazionale di Green Spas e approfondita dagli studi del progetto Treasure (condotto da Regione del Veneto, Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova e Gestione Unica del Bacino Idrominerario Omogeneo dei Colli Euganei, con la responsabilità scientifica del professor Paolo Fabbri), apre nuovi scenari. L’idea di coniugare l’uso terapeutico con un utilizzo energetico sostenibile delle acque consente di ridurre l’impatto ambientale, sostenere la transizione ecologica e mantenere intatte le qualità curative che rendono queste risorse uniche al mondo.
Il futuro del termalismo si gioca sulla capacità di unire tradizione e innovazione, salute e turismo, benessere individuale e sostenibilità collettiva. È un percorso che riguarda il Bacino Euganeo e l’Italia intera, in dialogo con l’Europa. Se saprà cogliere queste opportunità, il termalismo tornerà a essere una risorsa strategica per l’Italia e per l’Europa, capace di generare valore economico, sociale e ambientale e di accompagnare la transizione verso un turismo più consapevole e sostenibile.
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