Ripensare il turismo: perché serve un nuovo paradigma
Il modello turistico dominante mostra già da qualche anno segni evidenti di crisi. Non è sostenibile: né dal punto di vista ambientale, né sotto il profilo sociale, e troppo spesso nemmeno sul piano economico.
L’overtourism ha trasformato molte destinazioni – dai centri storici italiani alle grandi capitali europee – in luoghi congestionati, spinti oltre il limite della loro capacità di carico. Le comunità locali si sono ritrovate spesso spettatrici passive, costrette a subire l’impatto del turismo senza poterne governare le dinamiche. E la risposta istituzionale, nella maggior parte dei casi, è stata tardiva o frammentata.
In Italia, la mancanza di una vera organizzazione dell’offerta turistica ha reso territori e imprese troppo dipendenti da attori esterni – come le OTA – e dalla sola leva del prezzo. Con l’effetto paradossale di accogliere sempre più visitatori, ma con ricadute economiche sempre più deboli per i territori.
È chiaro quindi che un cambio di paradigma era già necessario prima dei mutamenti imposti dalla pandemia da COVID-19, e lo è ancora di più oggi.
Per restare competitive, le destinazioni turistiche devono saper leggere e interpretare i cambiamenti in corso. Devono dotarsi di modelli gestionali più maturi, capaci di tenere insieme innovazione, sostenibilità e partecipazione attiva delle comunità locali.
Serve una nuova visione, che superi la logica del turismo “mordi e fuggi” e punti invece su qualità, rigenerazione, equilibrio tra residenti e visitatori.
Questo blog nasce proprio per accompagnare questo percorso. Per offrire spunti, riflessioni, esperienze e strumenti a chi – come noi – crede che sia possibile e necessario ripensare il futuro del turismo. Il titolo riprende quello del libro pubblicato insieme ad Adriana Miotto, Editore Franco Angeli.
Benvenuti!
Stefan Marchioro
Ripensare il futuro del turismo
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